Smith JA, Mennemeier M, Bartel T, Chelette KC, Kimbrell T, Triggs W, Dornhoffer JL. Department of Otolaryngology-Head and Neck Surgery, University of Arkansas for Medical Sciences, Little Rock, Arkansas 72205, USA.
OBIETTIVI/IPOTESI: Lo Stimolo Magnetico Transcranico ripetuto a bassa frequenza (rTMS) è stato indicato per alleviare la percezione del tinnito, presumibilmente inibendo l'attività corticale connessa con l’acufene. Abbiamo condotto uno studio pilota per valutare l'efficacia della neuronavigazione dell’ rTMS ed i relativi effetti sui deficit di attenzione e sull'asimmetria corticale in quattro pazienti con l’acufene cronico usando le misure obiettive e soggettive ed impiegando una tecnica di ottimizzazione perfezionata nel nostro laboratorio.
MODELLO DI STUDIO:: Studio cross-over ripartito con le probabilità e col controllo dell’effetto placebo (falsa stimolazione). METODI:: I pazienti hanno ricevuto per 5 giorni consecutivi intensi trattamenti di rTMS a bassa frequenza o falsi stimoli (usando il metodo della bobina inclinata di 45 gradi) prima del cross-over. L’acufene soggettivo è stato valutato alla linea di base, dopo ogni trattamento e 4 settimane più tardi. Le scansioni con la Tomografia ad Emissione di Positroni e la Tomografia Computerizzata (PET/CT) sono state ottenute alla linea di base e subito dopo il trattamento intenso per esaminare il cambiamento nell'asimmetria corticale. La vigilanza nell’attenzione mentale è stata valutata alla linea di base e dopo ogni trattamento usando una semplice prova di tempo di reazione.
RISULTATI:: Tutti i pazienti hanno avuto una risposta all’ rTMS intenso (ma non sul falso), come indicato dalle loro migliori valutazioni dell’acufene; tuttavia, l’acufene è ritornato in tutti i pazienti entro 4 settimane dall’intenso trattamento. Tutti i pazienti hanno avuta ridotta l'attività corticale visualizzata nel PET subito dopo l’intenso rTMS. Il tempo di reazione medio è migliorato (P < .05) dopo l’intenso rTMS ma non dopo il falso.
CONCLUSIONI:: l’ rTMS è una modalità di trattamento promettente che può diminuire transitoriamente l’acufene in alcuni individui, ma ulteriori prove sono necessarie per determinare le tecniche ottimali richieste per realizzare una risposta durevole. È poco chiaro se i migliorati tempi di reazione sono stati causati da riduzione dell’acufene o da un effetto generale dell’rTMS. Le scansioni di PET/CT subito dopo il trattamento suggeriscono che i miglioramenti possano essere collegati alla riduzione dell'asimmetria corticale connessa con l’acufene.
ndt descrizione del "cross-over" . Fonte internet
Un disegno sperimentale molto utilizzato è il disegno cross-over. Nel disegno cross-over ciascun paziente è controllo di se stesso. In altri termini questo disegno prevede che in maniera randomizzata ciascun paziente sia trattato prima con un placebo (o con un altro farmaco) e poi con il farmaco o viceversa (Figura 5.3). Una debolezza di questo disegno sperimentale è che alcuni effetti sperimentali svaniscono molto lentamente nel tempo per cui se tra i due periodi sperimentali non si interpone un periodo intermedio adeguatamente lungo (wash-out) si rischia che alcuni effetti generati nella prima fase continuino nella 2a fase così rendendo problematica l’interpretazione degli effetti del secondo trattamento. Per esempio se si volesse fare uno studio cross-over per studiare gli effetti di un farmaco sulla massa ossea, se il farmaco somministrato per primo fosse attivo e determinasse un aumento della massa ossea o comunque un rallentamento del ritmo di progressione dell’osteoporosi, potrebbero essere necessari 6 mesi o più perché i suoi effetti svaniscano (l’osso ha un turnover molto basso). In questa situazione il disegno ideale è lo studio parallelo. Gli studi paralleli rispetto agli studi cross-over richiedono tuttavia l’arruolamento di un numero molto maggiore di pazienti perché la variabilità di risposta che si riscontra tra soggetti di gruppi diversi è molto maggiore di quella che si riscontra in un gruppo unico di soggetti. La più bassa variabilità (del disegno cross-over) consente di cogliere la significatività di un dato effetto utilizzando un numero di pazienti più basso rispetto a quello che è necessario negli studi a disegno parallelo. Per esempio, per cogliere una differenza di 5±11 mmHg (con una p<0.05) tra pazienti trattati con un farmaco anti-ipertensivo e un gruppo trattato con placebo (studio parallelo), bisogna avere due gruppi di 76 pazienti (in totale 152 pazienti). In uno studio cross-over ne bastano invece solo 40.
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