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L'acufene visto dal sistema nervoso centrale

Sample ImagePremessa fondamentale: chi scrive non è un dottore, non si può pertanto garantire la veridicità di quanto scritto. Vale sempre e comunque quanto affermato nella nostra avvertenza.


 

Una parola che non ha traduzioni in italiano ma che dobbiamo tenere bene in mente quando parliamo di acufene dal punto di vista del sistema nervoso centrale (da adesso in poi SNC) é: Excitotoxicity. L'excitotoxicity é il processo patologico attraverso il quale i neuroni vengono danneggiati e uccisi dalla sovraattivazione dei recettori (NMDA e AMPA) di un neurotrasmettitore eccitatorio, chiamato Glutammato. Il Glutammato é un neurotrasmettitore eccitatorio che si preoccupa della comunicazione tra cellule attraverso una trasmissione elettrica. Ci sono invece altri neurotrasmettitori chiamati inibitori, che possono ridurre tale attivitá elettrica. Il piú comune tra questi neurotrasmettitori inibitori é il GABA. Affinché il cervello funzioni bene é necessario che ci sia un sostanziale equilibrio tra i neurotrasmettitori eccitatori e quelli inibitori.

 

Anatomia di un neurone

 

Il glutammato é ben conosciuto per avere proprietá neurotossiche quando viene rilasciato eccessivamente o comunque non del tutto riciclato. Questo processo é appunto conosciuto con il termine di excitotoxicity e porta alla morte neuronale del nervo acustico. 

L'Excitotoxicity viene coinvolta in un numero di forme acute e/o degenerative di neuropatologia come l'epilessia, l'Alzheimer, il morbo di Parkinson, la perdita dell'udito e l'acufene. L'eccesso di glutammato é il principale indiziato nell'acufene neurosensoriale. Viene ora descritto il processo di excitotoxicity che porta alla inesorabile morte del neurone: quando il glutammato o l'aspartate circonda la sinapsi, si apre un canale di sodio nel neurone; il sodio che entra fa infiammare il nervo; fino a quando c'e' un alto livello di sostanze eccitotossiche, il canale di sodio deve rimanere aperto; ma più rimane aperto tale canale, più entra il sodio che fa infiammare il neurone. Questo circolo vizioso causa un'accumulazione dei radicali liberi e di altre sostanze infiammatorie che attaccano i mitocondri (gli elementi che producono energia all'interno del nucleo del neurone). Quando i mitocondri si esauriscono, il neurone muore.

Ci sono due modi per correggere questo eccesso di glutammato.

Il primo é quello di attivare i recettori GABA che inibiscono la continua eccitazione causata dal glutammato. Tra questi registriamo tutte le benzodiazepine come lo Xanax, Valium, Klonopin, visto che attivano i recettori GABA. Il gabapentin è anch'esso un inibitore del glutamato che sembrava essere una promessa interessante per tutti i malati di acufene. Con il nome commerciale di Neurontin si è affermato come un antiepilettico dell'ultima generazione con pochi effetti collaterali. Purtroppo una sperimentazione in doppio cieco, di qualche mese fa, sembra aver spento le speranze a tutti gli acufenizzati, avendo dato risultati paragonabili al placebo.

Attivazione dei recettori NMDA (N-methyl-D-aspartate) attraverso il glutammato

Il secondo modo di correggere il disequilibrio é quello di usare sostanze che sono antagoniste al glutammato e ai suoi recettori N-methyl-d-aspartate (NMDA). Tra queste registriamo: Memantine,  Campral, Caroverine. Il Memantine è un farmaco che si prende per via orale, usato per combattere l'Alzheimer. Il memantine blocca i recettori NMDA usati dal glutammato e riduce i suoi effetti. Uno studio sul Memantine ha dimostrato di saper ridurre notevolmente l'attività del glutammato solo se iniettato localmente tramite una iniezione transtimpanica. Un altro antagonista del glutammato sembra essere il Campral (acamprosate calcium). Quest'ultimo farmaco è usato da anni per combattere l'astinenza da alcool. Un piccolo test clinico, su soli 25 pazienti, ha dimostrato l'efficacia di tale farmaco, nell'87% dei pazienti. Nel 2002 due ricercatori francesi dell’INSERM di Montpellier, Rémy Pujol e JeanLuc Puel conducono un interessante sperimento sulle cavie (sic!, n.d.r.) dove dimostrano di sapere ridurre o debellare del tutto l'acufene con una iniezione locale di Caroverine (Nota: l'acufene alle cavie era stato indotto con la sostanza ototossica salicylate che è il principio attivo dell'aspirina!).

Il Caroverine, infatti, è un altro antagonista del glutammato usato in Austria da tanti anni. Il professore Klaus Ehrenberger dell'Università di Vienna di Otorinolaringoiatria ha investigato sugli effetti del Caroverine su pazienti malati di acufene per molti anni, ottenendo un interessante successo nel 63% dei partecipanti. 

L'AM-101 è invece un altro antagonista del glutammato scoperto dalla ditta farmacologica Auris Medical (con sedi in Svizzera, Francia e Stati Uniti), che sta portando avanti un esperimento direttamente sugli umani. Siamo in attesa dei loro risultati che dovrebbero essere pubblicati a breve. Questo è il loro sito. In queste pagine parlano del protocollo AM-101 che riguarda proprio l'acufene.

C'è inoltre una interessante implicazione stress -> eccesso di glutammato portata avanti con autorevolezza, questa volta da un dottore italiano (neurologo e psicologo medico): il Dr Renato Cocchi. Nel suo sito ("Un sito web dedicato a ricerche e ipotesi sullo stress") è possibile trovare il resoconto completo di una serie di casi clinici che sottolineano l'importante relazione: stress, eccesso di glutammato (per mancata trasformazione in GABA), acufene. Ma per saperne di più su questo vi rimando alla lettura di un articolo completamente dedicato a questi suoi studi.

Conclusioni: abbiamo capito chi potrebbe essere il nostro nemico da combattere: il glutammato (o meglio il suo eccesso!). Infatti una sua presenza abbondante è neurotossica e causa una infiammazione che porta alla morte dei neuroni. Da qui la deduzione che questo scenario possa essere la causa degli acufeni (deduzione che dovrebbe essere comprovata da alcuni esperimenti sui topi). Ma quand'è che vi è un eccesso di glutammato? Principalmente in due occasioni: a fronte di un trauma acustico e quando vi è una risposta inadeguata allo stress. Condizione quest'ultima che non ci ritorna nuova vista la conoscenza di tanti nostri amici che hanno cominciato a soffrire di acufene dopo un evento fortemente stressante e traumatico (morte di un proprio caro, ad esempio). Il glutammato, in sintesi, potrebbe essere l'anello mancante che unisce le due patologie (trauma acustico e stress) fino a questo momento  così differenti tra loro.


Bibliografia:

  1. Annals of the New York Academy of Sciences 884:249-254(1999), Excitotoxicity, Synaptic Repair and Functional Recovery in the Mammalian Cochlea: A Review of Recent Findings, Remy Pujol and Jean-Luc Puel.
  2. International Tinnitus Journal, Vol. 8, No 1 (2002); GABA-Benzodiazepine-Chloride Receptor-Targeted Therapy for Tinnitus Control, Shulman, A.; Strashun, A; Goldstein, B.
  3. ORL J Otorhinolaryngol Telat Spec. 1998 Jan-Feb; 60(1):18-21. Memantine suppresses the glutamatergic neurotransmission of mammalian inner hair cells. Oestreicher E, Arnold W, Ehrenberger K, Felix D.
  4. Caroverine in tinnitus treatment. A placebo-controlled blind study.Acta Otolaryngol. 1997 Nov;117(6):825-30. PMID: 9442821 [PubMed - indexed for MEDLINE]
  5. Cocchi R. Vertigine Parossistica Posizionale Benigna, Tinnitus, e ipoacusia in una donna di 48 anni, trattata con farmaci antistress. [http://www.stress-cocchi.net/Other6-it.htm]
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