Si: la maggior parte degli acufeni guarisce spontaneamente nell'arco di alcuni
giorni o settimane dall'insorgenza. I restanti casi possono essere trattati con
terapie di buona efficacia.
Bisogna distinguere tra processo di guarigione spontanea (frequente) e cure
disponibili. Diciamo subito che la “pastiglia” per far passare l’acufene esiste
solo in alcuni casi. Esistono terapie che aiutano a migliorare il processo di
guarigione o la tollerabilità al disturbo. Inoltre la reazione allo stesso è già un
punto molto importante su cui lavorare.
L’acufene è un sintomo e non una malattia e compare in molte patologie. A
tutt’oggi sono pochi gli specialisti che se occupano in modo dedicato.
Suggeriamo di rivolgersi ad uno specialista dell’acufene anziché al medico o
otorino “generico”.
L’acufene è oggetto di numerosi studi da parte di molti ricercatori e di
numerose case farmaceutiche. Oggi se ne sa molto di più anche solo rispetto a
dieci anni fa. Se in passato le terapie puntavano quasi esclusivamente a
migliorare la tollerabilità al sintomo oggi si lavora attivamente alla sua
rimozione.
La nostra raccomandazione è quello di rivolgersi ai migliori specialisti
nazionali per la prima diagnosi e terapia. Successivamente non dovrebbe
essere necessario recarsi molto spesso presso di loro. Una volta instaurata la
terapia più opportuna molti specialisti eseguono aggiornamenti e correzioni
anche via telefonica oppure per posta elettronica.
L'acufene è un fenomeno complesso, non solo di origine periferica e
auricolare, ma multifattoriale. In alcuni soggetti l'attivazione di strutture
extrauditive del cervello spiegano in parte questa diversa percezione
dell'intensità dell'acufene. In altre parole determinati fattori cognitivi ed
emotivi portano alcuni ad amplificare, anche notevolmente, il disturbo mentre
altri riescono a tollerarlo alquanto più facilmente. Un opportuno supporto
specialistico può migliorare la tollerabilità.
La doccia in quanto tale non centra, si tratta di un effetto dovuto al
mascheramento sonoro che agisce a livello centrale. Questo dimostra
l’importanza di attivare un arricchimento sonoro ambientale.
E’ un fatto comunissimo, sono in corso studi per una miglior comprensione
delle relazioni tra sonno e percezione dell’acufene.
Lo specialista è in grado di raccomandare una apposita terapia per migliorare
la qualità del sonno. Inoltre durante le ore notturne bisognerebbe evitare il
silenzio assoluto arricchendo l’ambiente con suoni neutri. Sono disponibili
molti sistemi per farlo, il nostro sito ha una sezione dedicata.
E’ molto comune che gli acufeni presentino fluttuazioni di intensità. Al
contrario, sono relativamente pochi i casi di acufeni “invariabili e costanti”.
Se l’acufene non è direttamente collegato a patologie dell’orecchio è molto
frequente che si possa “muovere” bilateralmente anche con significative
variazioni.
E’ impossibile rispondere correttamente a questa domanda. L’acufene è un
disturbo multifattoriale e solo lo specialista può approfondire.
Una delle principali cause della comparsa dell’acufene è l’ipoacusia. I
meccanismi di compensazione che vengono attivati portano alla percezione
del segnale bioelettrico di fondo che prima era ignorato. Il primo esame da
farsi è infatti un’accurata audiometria.
Dopo qualche tempo molte persone con acufene sviluppano una
sensibilizzazione ai rumori (iperacusia). L’iperacusia è migliorabile e curabile
con un trattamento acustico specifico (desensibilizzazione).