LucaMi, grazie e complimenti per il capolavoro.
Nel pomeriggio avevo tradotto il paragrafo a cui si riferiva Giorgio, ma se ritenete che sia superfluo cancellate pure questo post.
-La stimolazione sonora durante il sonno per il trattamento dell'acufene: approccio multidisciplinare-
http://www.tinnitusresearch.org/en/news/pdfs/TRI%20Newsletter%200508.pdfpag. 41
L'acufene soggettivo è un suono prodotto dal sistema nervoso centrale.
Durante le fasi di sveglia sono stati utilizzati differenti trattamenti basati sulla stimolazione sonora (rumore bianco, musica, toni puri) che però non hanno prodotto nessun chiaro risultato.
Precedenti ricerche hanno dimostrato che invece durante la fase del sonno avviene una certa elaborazione di informazioni in relazione al sistema uditivo.
Perciò da questo possiamo dedurre che durante questa fase (sonno) si verificano alcune forme di apprendimento
E' nostra convinzione che il cervello potrebbe imparare a mascherare la percezione dell'acufene attraverso una particolare stimolazione sonora durante il sonno.
Otto pazienti con acufene idiopatico soggettivo sono stati selezionati e trattati da un otorino, uno psicologo e un medico esperto nella medicina del sonno.
In due pazienti due studi PSG(=test basati su diversi parametri usato negli studi del sonno) sono stati portati avanti al fine di individuare gli ipnogrammi (=rappresentazione grafica dlle diverse fasi del sonno) che caratterizzano le diverse fasi del sonno sia prima il trattamento che dopo 15 giorni di stimolazione sonora.
In altri due pazienti un PSG è stato eseguito per metà notte con stimolazione sonora e per metà in silenzio per analizzare la densità spettrale (elettroencefalogramma) in ogni fase del sonno con e senza suono.
Interviste a carattere psicologico e altri test sono stati effettuati ogni due mesi. I risultati suggeriscono che:
-la stimolazione sonora notturna non ha alterato il sonno mentre in alcuni pazienti ha migliorato la cura dell'insonnia
-Tutti gli 8 pazienti hanno avuto un miglioramento dell'acufene. Due di loro con periodi di totale silenzio durante le fasi di veglia
-durante la stimolazione sonora si è verificato un significativo incremento delle onde delta durante le fasi di sonno a onde lente
I risultati suggeriscono che il cervello processa informazioni uditive durante il sonno forse imparando a mascherare la percezione dell'acufene
Un approccio multidisciplinare è essenziale per lo studio delle diverse componenti del tinnito: l'alterazione della percezione sonora, dell'attenzione, e i disordini affettivi
Spero di aver tradotto bene, saluti Carla