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Autore Discussione: [editoriale]Acufeni e depressione  (Letto 667 volte)
Emiliano
Utente non iscritto
« inserita:: Giugno 24, 2007, 13:32:47 pm »

Articolo commentato
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Emiliano
Utente non iscritto
« Risposta #1 inserita:: Giugno 24, 2007, 13:38:58 pm »

Personalmente aspettavo questo tipo di studio da tanto tempo. Ringraziamo come al solito il Dott. Attanasio per questo notevole contributo.

Lavorando sul sito, ma conoscendo la maggior parte di voi qui e ancora prima sul nostro gruppo di origine (yahoo) mi sono reso conto di quanti di noi facessero uso di antidepressivi (e o ansiolitici). Una percentuale altissima. La domanda che viene naturale è: ma la depressione è una fisiologica reazione al nostro acufene o è antecendente? I dati che riporta Attanasio sono molto interessanti in merito:

Anche la presenza di depressione maggiore nella storia clinica (quindi antecedente alla comparsa dell’acufene = lifetime) era significativamente maggiore nel gruppo con acufene (62%) rispetto agli ipoacusici (21%) Tutti gli studi successivi hanno, anche se in misura diversa, confermato questa tendenza.

Tradotto in altre parole (il Dott. mi correggerà se interpreto male) sembra che la depressione sia una causa più frequente della stessa ipoacusia! Informazione che trovo veramente interessante.

Voi cosa ne pensate?

un fresco abbraccio,
emiliano
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Marino
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« Risposta #2 inserita:: Giugno 24, 2007, 16:00:11 pm »

Buongiorno Dr. Attanasio, buongiorno Emiliano.

Per rispondere ad Emiliano anch'io faccio uso di ansiolitici; prima dell'acufene penso di averli presi 2 o 3 volte in periodi duri (es. acquisto e trasloco di casa) ma ora sono diventati una buona arma per l'ansia che l'acufene genera... Certo 10000 volte abbiamo parlato del "carattere" dell'acufenizzato che avverte o amplifica o rende importante questa patologia indipendentemente dal volume vero dell'acufene; quello che ho potuto vedere è che l'ansiolitico abbassa l'acufene indipendentemente dal giorno di assunzione o meglio : oggi lo prendo perché è una brutta giornata (mi sento agitato ansioso etc.) risultato è che mi abbassa la percezione dell'acufene, domani è una bella giornata, mi sento più riposato e tranquillo ma lo prendo ugualmente, l'acufene comunque si abbassa (e sto ancora meglio)....

Gli antidepressivi non so se servano e quanto all'acufene, effettivamente è singolare che, solitamente, prendiamo ansiolitici quando, leggendo qui e la, sembra che gli antidepressivi siano "meno dannosi" degli ansiolitici considerati quasi quasi una categoria di farmaci da prendere a bisogno e basta, mentre lasciano all'antidepressivo una azione più lunga e curativa (se di cura si può  trattare).

Ora la domanda è : chi li prende gli antidepressivi come sta? li prendeva anche prima ? e che differenza ha rispetto l'uso degli ansiolitici ? fermo restando che sarebbe bello non prendere tutte ste porcate...

Abbracci e baci
Marino





Registrato

È sporco il sesso? Solo se è fatto bene. - Woody Allen
LucaMI
Utente non iscritto
« Risposta #3 inserita:: Giugno 24, 2007, 17:47:09 pm »

Come al solito, molto interessante l'articolo del dott. Attanasio.

Intanto riporto la mia personale esperienza: come ho già scritto altrove, ho sofferto di depressione circa 10 anni fa, curata con successo non con farmaci ma con psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Sparita la depressione "vera", mi è comunque rimasto un carattere decisamente ansioso (anche se sono quasi sempre di ottimo umore); tanto che mi è capitato di fare sporadico ricorso ad ansiolitici (lo Xanax prima di andare a letto nei periodi particolarmente stressanti).

Anche gli acufeni si sono presentati in seguito a un periodo di forte stress lavorativo e personale (in precedenza ne ho avuti altri ma senza conseguenze). Ovviamente non ho idea se vi possa essere una relazione causa-effetto: il fatto che un sintomo si manifesti dopo un certo episodio non implica che quest'ultimo ne sia la causa (personalmente prenderei con le pinze anche le affermazioni sulla ototossicità dei farmaci sulla base di una semplice successione temporale).

Tuttavia come ben si sa la depressione non si manifesta solo con tristezza e basso tono dell'umore, ma anche come ansia come unico sintomo; anzi molto più spesso il sintomo principale della depressione sono proprio ansia più o meno costante e sonno "così così". Ne deduco che è perfettamente possibile che il mio "carattere ansioso" sia in realtà una forma depressiva preeesistente all'acufene.

Un'altra cosa che mi sembra di notare in tutti post di questo forum è che tutti siamo d'accordo nello stabilire una relazione fra qualità del sonno e intensità degli acufeni (è una delle poche cose su cui apparentemente tutti concordiamo); guarda caso, la qualità del sonno è anche uno dei fattori più importanti legati alla depressione.

Almeno nel mio caso di una cosa sono abbastanza certo: l'acufene in sé sarà certamente determinato da cause legate all'orecchio, ma non c'è dubbio che venga amplificato a livello centrale. E, se non è facile possibile "spegnere" il segnale, mi andrebbe benissimo che fosse spento l'amplificatore Sorriso

Forse è proprio questa la ragione per cui - ricordiamocelo sempre - la maggioranza di coloro che sentono acufeni non ne soffrono minimamente (conosco diverse persone che hanno il "fischio" e, quando gli racconto di come lo vivo io, mi dicono "sì, in effetti lo sento anch'io, ma che problema c'è?").
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« Risposta #4 inserita:: Giugno 24, 2007, 20:51:14 pm »

Ciao ragazzacci!
Ogni tanto mi faccio vedere da queste parti per contribuire al nostro interessante confronto. Allora. Questione depressione-acufeni. Io ho sofferto di depressione tra il 1986 e il 1993. Storia lunghissima che necessiterebbe di un ponderoso volume per essere spiegata nei minimi particolari. Ve la faccio breve. Ne sono uscito, sostanzialmente, grazie a delle tecniche di dinamica mentale e con l'uso di antidepressivi triclici (ANAFRANIL 10) che mi furono prescritti dall'ill.mo prof.Cassano. Veniamo a tempi più recenti. L'acufene m sorge nel novembre 2006, acuto, insopportabile e  mi costringe a letto e in mutua per tre mesi, con crisi di pianto ricorrenti e anche qualche brutto pensiero di suicidio. Vado in cura da uno psichiatra che mi prescrive, guarda un po', la paroxetina che sto continuando ad assumere e che il dott. Attanasio - mi sono recato da lui nel mese di maggio - mi ha confermanto come terapia, insieme a cortisonici e melatonina.  Diciamo che la cosa importante di questi mesi è che sono riuscito a tornare alle mie attività normali (lavoro, uscite con amici, lettura) e che mi sento più sereno,pur tra alti e bassi. La domanda è: l'acufene è causa o conseguenza della depressione? Con lo psichiatra è una continua discussione. Secondo lui,ovviamente, la causa di tutto è lo stato depressivo, io invece interpreto quanto mi è accaduto come conseguenza di quel maledetto ronzio. Chi ha ragione?
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« Risposta #5 inserita:: Giugno 25, 2007, 17:53:52 pm »

il rapporto depressione / acufeni è sempre stato al centro di molte discussioni e la gran parte  di noi ha espresso chiaramente di vivere una situazione di disagio antecedente all'acufene. ma sappiamo che questo non è sufficiente a stabilire una relazione certa causa /effetto visto che questo disagio è comune a tantissime persone che, come sottolineato dallo studio, non necessariamente svilupperanno acufeni.

credo che lo studio del dott. attanasio potrà finalmente essere un punto di riferimento per affrontare questo argomento.

a me non è mai stata diagnosticata una vera e propria depressione
ma, circa due anni prima dell'insorgenza del mio acufene,  ho iniziato a vivere una situazione lavorativa e personale molto difficile e frustrante con inevitabili conseguenze sullo stato d’animo e sul benessere generale.

l'idea che ho sempre avuto è che lo stato depressivo influisca in maniera indiretta sulla genesi dell acufene ovvero:
depressione = meno difese / più "vulnerabilità organica"
da qui una  micidiale azione di un qualche agente esterno (piccolo trauma acustico, antibiotico, ecc...) sul mio indebolito apparato uditivo.

ad ogni modo non ho escluso nemmeno la correlazione più diretta tra il calo della serotonina e l'acufene; difatti, ho provato un antidepressivo "citalopram bromidrato" 20mg (1 cp al di per quasi  3 mesi). risultato nessuno, nemmeno sull'umore  Imbarazzato.

aspetto gli sviluppi degli studi in progress e mi conforta l'idea che si stiano utilizzando le tecniche di neuro-immagine nelle quali io confido molto.







 
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Luca
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« Risposta #6 inserita:: Luglio 02, 2007, 17:40:55 pm »

Per quanto mi riguarda prima che mi scoppiasse l'acufene ero una persona felice, allegra, super- attiva, la parola "depressione" non faceva parte del mio vocabolario.Ripeto, per quanto mi riguarda, insisto col dire che il meccanismo è acufene-depressione,ma solo perchè io so che il mio disturbo è stato causato da un trauma acustico o dall'otosclerosi che, nonostante l'intervento, avanza.
Ciao
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