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Autore Discussione: Concentrazione mentale e acufene  (Letto 1337 volte)
marcog
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« inserita:: Aprile 17, 2008, 00:19:38 am »

Avete mai notato che concentrandosi fortemente su qualcosa gli acufeni sembrano attenuarsi se non addirittura scomparire?
A me succede anche pochi istanti prima di addormentarmi, sembra che l'acufene si spenga.
Sembra interessante, che ne dite?
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Jason
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« Risposta #1 inserita:: Aprile 17, 2008, 00:27:21 am »

si è vero
capita a volte
dipende dall acufene però
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The impossible is possible tonight....tonight
Carla
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« Risposta #2 inserita:: Aprile 17, 2008, 01:22:34 am »

Ciao ragazzi  Sorriso
..a me succede spesso questa cosa. A volte, ma non sempre, è  come se gli acufeni stessero un passo dietro alla mia coscienza: quindi se riesco a portare la mente totalmente altrove è come se ci fossero senza però che io li sento. Ma appena il pensiero torna lì, loro tornano a strillare e più mi fermo su loro col pensiero e più si amplificano. Tanto che spesso di notte mi è capitato di dover "resettare" la situazione alzandomi dal letto e cambiando stanza alla ricerca di recuperare la normalità...
Ultimamente ho notato che il momento migliore della giornata è verso le 4 del mattino: mi sveglio sempre a quell'ora ma è come se le orecchie fossero riposate e normali; dopo un pò che sono sveglia ricomincia tutto da capo..
saluti "notturni", carla
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« Risposta #3 inserita:: Aprile 17, 2008, 16:35:58 pm »

Avete mai notato che concentrandosi fortemente su qualcosa gli acufeni sembrano attenuarsi se non addirittura scomparire?
A me succede anche pochi istanti prima di addormentarmi, sembra che l'acufene si spenga.
Sembra interessante, che ne dite?

A me prima di addormentarmi (ma parlo proprio di secondi) succede sempre. Quando me ne sono accorto ho provato ad "allungare" questo stato il più possibile perché mi incuriosiva molto. All'inizio però si spegnevano anche i suoni ambientali; ora riesco a spegnere solo l'acufene qualche istante prima del resto.

Non serve a nulla ma è interessante - o meglio, altro che contare le pecore! Dopo due o tre tentativi piombo nel sonno Sorriso
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ani
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« Risposta #4 inserita:: Aprile 17, 2008, 16:55:55 pm »

Fortunati voi!(si fa per dire!) per me il momento in cui vado a letto è il peggiore.Fortunatamente mi addormento senza grossi problemi,stanca .
E' strano che durante la giornata passo lunghi momenti impegnata in altro e mi dimentico dell'acu,poi, senza motivo,il mio cervello lo avverte,anche se continuo ad essere impegnata ed io mi dico"cavolo, 2 sec fa non lo sentivi e ora che ti è preso?"Lo trovo strano ,il cervello fa tutto da solo senza alcun imput.Poi magari dopo ricade nell'incoscienza ma poi ritorna alla coscienza del fastidio.E questo faccio tutto il giorno, tranne la sera quando si concentra con tutte le sue forze  sul fischio fino a che non mi addormento.
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giorgio.
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« Risposta #5 inserita:: Aprile 17, 2008, 18:17:32 pm »

ciao a tutti
proprio stamattina mi e' successa per la prima volta dopo un anno e piu' di aver rimandato indietro l'acufene !!!
Ero nel letto, lo sentivo, prepotente, e mi sono messo a pensare "attivamente ", in quello stato di intelletto aperto accompagnato dalle immagini del mio pensiero attivo:
e' come se l'intelletto, che ha una velocita' superiore e una qualita' superiore alla meccanicita' emozionale, che e' quella che si "aggancia" all'acufene, o ne viene agganciata, prendesse il comando delle operazioni e lasciasse, come avete descritto anche voi, indietro il fischio, che si spegne da solo.
Questa e' un' interpretazione "gurdjeffiana" del fenomeno, vi avverto; la mia conclusione e' che  per battere il nemico, annientarlo proprio, e' necessario entrare in un "altro centro"
, come il pensiero attivo, NON quello meccanico comune dell'associativo, che serve per la vita normale.
Forse da li', data la maggior richiesta di energia, se ne sottrae abbastanza al fenomeno emozional-meccanico, per cui l'acu si spegne:
E' una bella filosofata, ma anche oggi nevica e davanti al fuoco le riflessioni ( per una volta attive)
mi segnano la strada futura:
La presenza a se'.
Ciao a tutti
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giada
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« Risposta #6 inserita:: Aprile 17, 2008, 21:59:59 pm »

Anche a me capita che quando sono concentarta su qualcos'altro quasi me ne dimentico...soprattutto quando scrivo o quando guardo un film (le mie 2 passioni)...ed ho scoperto che anche quando cucino...mi concentro talemente tanto, data la mia imbranataggine, che non ci penso e non li sento...poi in cucina c'è il frigo, l'acqua corrente, sempre qualche inquilino (in casa siamo in 7...aiuto! Urge trasloco!). Questo della cucina potrebbe essere un segno del destino, per la serie: è ora che impari a fare qualcosa di più di una spinacina!
A poi c'è un'altra cosa...a me capita di non sentirli, come se fossi guarita, al risveglio la mattina. Non sempre, ma spesso per alcuni istanti non ci sono, poi eccoli di nuovo, e l'illusione che sia avvenuto una specie di miracolo notturno svanisce!
Chissà perchè...mah...davvero questi acufeni sono assurdi!
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Bambi
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« Risposta #7 inserita:: Aprile 18, 2008, 09:08:37 am »

ed ho scoperto che anche quando cucino...mi concentro talemente tanto, data la mia imbranataggine, che non ci penso e non li sento...poi in cucina c'è il frigo, l'acqua corrente, sempre qualche inquilino (in casa siamo in 7...aiuto! Urge trasloco!). Questo della cucina potrebbe essere un segno del destino, per la serie: è ora che impari a fare qualcosa di più di una spinacina!

Giada!!!!!!!!!! Anch'ioooooooooo!!! Nel senso che anch'io -che son + o meno tua coetanea- sono imbranata in cucina (la prima cosa che ho "cucinato" a Riccardo il giorno dopo il ritorno dal viaggio di nozze son state le linguine allo scoglio dei 4 Salti in Padella!!!!!  Occhiolino Occhiolino Occhiolino Dopo 2 anni sono un pò migliorata...  Sorriso ), però adoro sperimentare tra i fornelli e questo mi fa veramente dimenticare l'acu (ma, quando una ricetta mi viene male, in compenso lo sento di più, xchè mi deprimo  Ghigno Ghigno Ghigno )

Concordo con voi che facendo cose che mi piacciono e/o mi impegnano, spesso mi dimentico anch'io dei miei acu... comunque a distanza di quasi 4 mesi non ci penso + ogni secondo della mia vita, magari mi torna in mente dopo ore che non ci pensavo ("ah già!!! L'acu!!!!!!!!!!")... rispetto ai primi mesi x me è già 1 conquista...
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« Risposta #8 inserita:: Aprile 18, 2008, 14:06:50 pm »

Ragazzi, qui sta il segreto.
L'acufene non ce lo inventiamo, creiamo noi, invece, il disagio che ne viene.
Prima di conoscere questo forum pensavo di essere una rarità, fino a quindici anni fa credevo che fosse la normalità avere fischi nelle orecchie.
Prima di conoscervi, andavo a dormire il più tardi possibile, fare in modo di essere stanchissimo era l'unica soluzione per poter iniziare l'addormentamento.
Qualsiasi fattore risvegliante, un rumore, una luce o anche il cambiare posizione mi toglieva il sonno, soprattutto se intervenivano dopo due o tre ore di sonno.
Riaddormentarmi era praticamente impossibile, da cosa era dovuto ciò se non dal mio concentrare l'attenzione sull'acufene?Scoperto l'arricchimento sonoro, la mia vita ha avuto una svolta, non avere il silenzio come unica alternativa ai fischi facilita di molto il riaddormentamento, da qui più rilassato il giorno, più riposato e più fiducioso nell'addormentamento serale.
La fontanella che scorre nel lettore CD non mi ha tolto l'acufene però, così come un suono forte distrae obbligatoriamente a causa del lavoro dell'orecchio, così una distrazione sonora agisce, anche se a bassi decibel, sul cervello.
Noi siamo il nostro acufene, noi siamo gli artefici delle nostre scelte, noi prendiamo il bello e il brutto delle nostre scelte, quindi scegliamo di non dare attenzione all'acufene, dobbiamo decidere di sceglierlo altrimenti l'avrà sempre vinta lui.
Una mela su un tavolo è rossa se esposta alla luce, se si è al buio decidiamo noi che è una mela rossa al buio, nella realtà è una mela nera.
Un abbraccio
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« Risposta #9 inserita:: Aprile 18, 2008, 19:10:42 pm »

Yauuuuh!
Sono convintissimo che questa è la strada da percorrere, l'intenzionalità.
Non vorrei essere frainteso, so che è difficile e che qualcuno può dire che probabilmente ragiono così perché il mio acufene forse non è così forte, però mi sto rendendo conto che più penso che mi fa male e più mi fa male veramente.
Nessuno ha un acufene più forte di un altro, un acufene che può essere considerato di lieve entità per un individuo, per un altro può arrivare ad essere invalidante.
Un acufene è un acufene, non ce lo inventiamo, possiamo però inventare che ci fa troppo male, o meglio, facciamo poco perchè ci faccia meno male.
Seguiamo le indicazioni di chi ci può aiutare, cerchiamo persone di cui ci fidiamo, non devono per forza conoscere in prima persona cos'è un acufene per capire di cosa soffriamo, dopotutto non andiamo da un dottore con 40 di febbre per farci curare l'influenza di stagione.
Confrontare le propri esperienze in un gruppo di autoaiuto, secondo me, può essere fondamentale per cambiare il proprio approccio verso il problema, e tentare soluzioni prima magari nemmeno prese in considerazione.
Un abbraccio
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« Risposta #10 inserita:: Aprile 18, 2008, 22:33:50 pm »

ciao a tutti.
La via della concentrazione e', a livello teorico, la panacea.
Mi siedo, mi calmo e mi concentro sulla non percezione dell'acufene.
Detto fatto.
spero che funzioni
Pero' non funziona.
Perche' Che?!?
Le risposte possono essere molteplici, ma la piu' semplice e' la seguente: non so come fare.
e' come se volessi carburare una ferrari.
Da dove comincio?
Quindi devo cercare i manuali di manutenzione.
Mettiamo che li trovo, per c..lo, sul web
E, se non sono uno stupido, mi armo di cacciavite, fidandomi?, senza esperienza Che?!?

Allora, visto che mi sto appassionado, cerco di farmi assumere alla ferrari: magari mi parteciperanno delle loro conoscenze..
Illusione: neanche mi fanno vedere il reparto verniciatura..
e me ne sto con le pive nel sacco.
questo e' cio' che mi e' successo andando in India, caro Lucami, per analogia.
La conoscenza, se c'e' non e' disponibile (  gli J.. c'e' l'hanno...), se non dopo anni di attesa, (il tempo, li', il  nostro tempo, intendo, e' differente, vista la metempsicosi o reincarnazione, e conseguente annullamento relativo dello stesso tempo), per testare (SIAMO CIRCUITI ELETTRICI,, oscillanti, ALLA FINE ) la serieta' dell'impegno
al cammino verso l'illuminazione.
questo perche', dicono loro, non hanno tempo da perdere(o e' inutile perdere tempo)
con gente solo apparentemente interessata a percorrere un cammino interiore.
Poi e' necessario essere padroni del sanscrito, per poter comprendere, per approssimazione comunque , i 4 Veda.
In India, comunque, scambiare con un Brahmino e' praticamente impossibile, se non hai agganci extra planetari!!!.
Quindi... andare a Poona, e non c'e' piu' Rajenneesh, e' un azzardo, e Sai Baba...
non esprimo opinioni.
Sono stato a Putthaparthi, anni fa.
L'impressione di quei giorni fu sfavorevole, (ma io venivo dai gruppi di Gurdjeff)
Pero', pero'... quando ce ne andammo, su quel taxi sgangherato, (meta era Ceylon e le sue spiagge,, )nel cuore mi risuono' un sentimento, forte: dove sto andando Che?!?
Qui e' casa mia...

Pero', pero'...
Un otorino, seguace di Baba, andante a putthaparthi, mi succhio' centinaia di monete, ficcandomi a casaccio aghi nell'addome e propinandomi musiche di Baba (i Bhajan), a Torino...
Inch allah...

Scusate, mi accorgo di aver divagato...
Volevo dire , in fondo, che Lourdes e' piu' vicina...
Ciao a tutti.

Ps.
La neuropsicologia c'entra niente con Gurdjeff.
Per chi piace la cipolla umana e' la buccia:::
Il cammino verso la conoscenza di se' e' altro impegno, costante e arduo, ma possibile.



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« Risposta #11 inserita:: Aprile 18, 2008, 23:11:59 pm »

Giorgio mi fa' pisciare sotto come faremmo senza di lui!!!
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« Risposta #12 inserita:: Aprile 19, 2008, 14:44:16 pm »

Come tu stesso dici, non puoi accedere ai reparti della Ferrari se non sai cos'è un carburatore, non che ora un carburatore rientri nei sogni di ingegneri motoristici ma conoscere l'alfabeto è necessario per leggere.
Precorrere i tempi non solo è poco utile, può essere addirittura distruttivo.
Se vuoi accedere al mondo che è già dentro di te, lo devi fare senza fini utilitaristici, di nessun tipo, non devi voler guarire da nessun malanno, non devi cercare l'illuminazione.
Chi veramente sta viaggiando dentro se, per davvero, non saprà mai a che punto del percorso si trova, perchè si fa un viaggio che ogni volta è il primo.
Ti si può spiegare come utilizzare qualche strumento, non ti si può spiegare cosa troverai in un dato momento.
Qualcuno, facendo più viaggi estatici è riuscito, in qualche modo, a codificare il suo percorso.
La base di tutto il ragionamento sta nel riuscire a respirare nel modo migliore e nel riuscire a rilassare nel miglior modopossibile ogni parte del corpo.
Quando inizia mi portavo verso il rilassamento di una minima parte del corpo rispetto ad ora e nel triplo del tempo.
Non c'è niente di trascendentale ne di magico in tutto ciò, non più almeno di quello che facciamo in questo momento davanti ad una tastiera. Non diamo sufficiente imprtanza ad un'infinità di cose solo in quanto appartenenti alla quotidianità e all'abitudine.
ci si fa sogni e film su l riuscire a passare attraverso muri e montagne senza assolutamente fare caso che lo facciamo praticamente tutti i giorni, per i muri apriamo porte, per le montagne scaviamo gallerie.
Si potrebbe obiettare che sarebbe bello farlo con la forza del pensiero, ebbene, se progettare e costruire macchinari  e studiare come insegnare ad altri come utilizzare i medesimi macchinari, non è la messa in pratica di ciò che pensiamo, cos'altro lo è?
Cerchiamo sempre di più, questa è la nostra forza, è innegabile, solo che perdiamo di vista i successi solo in quanto concetti ormai acquisiti.
Così come riusciamo a sopportare una forte emicrania se ciò che dobbiamo fare è più importante della dolore alla testa, e questo succede spessissimo, perché non riusciamo a sopportare un acufene?
Perché l'acufene si è preso un posto molto importante nella nostra esistenza, abbiamo talmente abbassato la soglia del disagio e disponiamo di talmente tanti comfort che l'acufene altro non è che una terribile rottura di palle.
L'acufene esiste, lo so, è dentro la mia testa in modo preponderante anche in questo momento, ma dedico la mia attenzione a spiegare che cosa mi ha insegnato questo disagio, fino al punto da non farlo prevalere. Faccio tante cose più belle dell'ascoltare l'acufene, condivido il disagio e ascolto chi anche l'ha, mi da un po' di sofferenza sentire che alcune persone lo vivono in modo a volte completamente destabilizzante, allora cerco di portare la mia testimonianza per chi la vorrà accogliere.
Frequento questo forum per assumere nuove nozioni e leggo con la lingua di fuori le divagazioni di giorgio anche perché stimolano dannatamente la fantasia.
La razza umana è grande, anche nelle sue aberrazioni, cerchiamo di dirigere la nostra attenzione verso ciò che è positivo, diamo un senso alla nostra vita.
Un abbracio
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giorgio.
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« Risposta #13 inserita:: Aprile 20, 2008, 21:05:37 pm »

ciao
Max , illuminante.  : sento un' echo familiare... e
Convengo pienamente.
tornare nel cono di luce, piuttosto che sguazzare nel cono d'ombra
Grazie.
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